L’odio genera odio. E in questo clima buio che sta avvolgendo il mondo negli ultimi mesi, il luogo comune più quotato è “sei Musulmano? allora sei un terrorista, sei dell’ ISIS“.
Una comunità, quella musulmana, presa di mira da xenofobi e disinformati, è minacciata di incompiute colpe. La risposta di alcuni Stati colpiti da attacchi terroristici è “chiudiamo le frontiere“. Cosi la soluzione più a portata di mano diventa limitare l’accesso nel nostro paese a individui che sono, a loro volta, vittime dello stesso terrorismo che tanto ci spaventa e ci fa orrore.
Già dopo il famoso attentato dell’11 settembre 2001 ai danni delle torri gemelle a New York ci si chiedeva in quale modo si potesse combattere il terrorismo,la risposta è che la gente non deve farsi terrorizzare, nonostante non sia la via più semplice, non avere paura di scendere per le strade, non fare il loro gioco e cadere nella loro trappola.
Per questo motivo in questi giorni a Parigi, dopo la catastrofe del 13 novembre scorso, la gente scende comunque in piazza, accende una candela in Place de la Republique, in ricordo delle vittime innocenti, c’è anche chi suona il pianoforte, intonando la canzone “Imagine” di John Lennon, canzone tutt’altro che casuale, nei pressi del teatro Bataclan. Tutti questi gesti sembrano dire che la popolazione c’è, non vuole avere paura di vivere liberamente nella propria città. Questa l’unica via per poter generare una decisa e ferma posizione contro degli attentati di questo genere. “non lasciare che la paura governi la nostra vita” diceva l’indiano Salman Rushdie.
Ed è proprio questo il meccanismo da innescare: dobbiamo fare in modo di restare lucidi e attenti a cercare di limitare i danni e salvare quanti più civili possibile. La comunità Islamica si è distaccata, con presidi e manifestazioni, dal pensiero dell’ ISIS, vedendo in quelle persone, dei terroristi e dei manipolatori del pensiero del Corano. I ragazzi musulmani su facebook hanno lanciato l’hashtag #notismyname, che è solo una delle più famose urla virtuali per lanciare messaggi di pace da parte degli islamici. Non a mio nome.
a cura di Angelo Morsellino

